La possibilità di trattare l’ipercolesterolemia senza dover soffrire di dolori muscolari o debolezza è ora più vicina. Una ricerca condotta dalla McMaster University ha infatti scoperto il meccanismo biologico responsabile degli effetti collaterali legati all’uso delle statine, ponendo le basi per lo sviluppo di trattamenti mirati capaci di proteggere i muscoli senza compromettere i benefici cardiovascolari del farmaco. La scoperta potrebbe consentire in futuro a milioni di pazienti di proseguire le terapie salvavita per la prevenzione di infarti e ictus, superando i problemi di intolleranza che oggi spingono molti a interrompere le cure.
- Identificata un’interazione anomala tra metabolismo cellulare e sistema immunitario all’origine dei danni muscolari.
- I sintomi muscolari o l’intolleranza all’esercizio colpiscono stimati tra il 7% e il 29% di chi assume statine.
- Nei modelli di laboratorio, il blocco della reazione immunitaria ha evitato i danni ai tessuti muscolari.
Le statine rappresentano una delle classi di farmaci più efficaci per abbassare il colesterolo e ridurre il rischio di mortalità precoce legata a malattie cardiovascolari. Ciononostante, la comparsa di crampi, debolezza e difficoltà a svolgere attività fisica spinge un numero significativo di persone a ridurre il dosaggio o a sospendere del tutto il trattamento. Secondo le stime, tra il 7 e il 29 per cento dei pazienti sottoposti a queste terapie sperimenta disturbi di tipo muscolare.
Come l’interruzione energetica innesca la risposta immunitaria
Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances e coordinato dalle ricercatrici Nazli Robin e Nicole Barra assieme al professor Jonathan Schertzer, ha ricostruito nel dettaglio le fasi che portano alla sofferenza del tessuto muscolare. I ricercatori hanno osservato che le statine possono interferire con le modalità attraverso cui le cellule muscolari producono energia.
Questa alterazione del metabolismo energetico attiva una risposta immunitaria imprevista all’interno delle cellule stesse, innescando un processo infiammatorio che causa il danno muscolare.
I ricercatori sono riusciti a prevenire buona parte del danno muscolare bloccando la risposta immunitaria all’interno delle cellule in modelli cellulari e murini.
Separare gli effetti collaterali dalla protezione cardiovascolare
L’aspetto più rilevante emerso dalla ricostruzione dei ricercatori risiede nell’indipendenza dei processi biologici coinvolti.
La scoperta fondamentale risiede nel fatto che il meccanismo all’origine dei dolori muscolari appare del tutto separato dal processo che riduce il colesterolo nel sangue.
Questa distinzione implica che un eventuale farmaco protettivo, progettato per disattivare la risposta immunitaria all’interno dei muscoli, potrebbe annullare i dolori senza alterare l’azione ipocolesterolemizzante delle statine. La ricerca ha così evidenziato un legame diretto e inaspettato tra il metabolismo cellulare e il sistema immunitario nell’insorgenza degli effetti avversi dei principi attivi.
I prossimi passi verso applicazioni cliniche per i pazienti
L’indagine ha visto la collaborazione di un team internazionale comprensivo del Centre International de Recherche en Infectiologie (CIRI) di Lione, del Centre for Muscle Research dell’Università di Melbourne, del Murdoch Children’s Research Institute, del Royal Children’s Hospital, della York University e del dipartimento di Patologia e Medicina Molecolare della McMaster, con il finanziamento del Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada (NSERC).
Trattandosi di una sperimentazione preclinica condotta su colture cellulari e modelli animali, saranno necessari ulteriori studi prima che questi risultati possano tradursi in terapie disponibili per l’uomo. La mappa biologica delineata fornisce tuttavia bersagli precisi per rendere le terapie cardiovascolari sempre più sicure e tollerabili.
Avete mai riscontrato disturbi o dolori muscolari durante l’assunzione di farmaci per il colesterolo? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.





























