Il Nepal continua a consolidare la propria posizione di riferimento globale nella tutela della fauna selvatica. Secondo i dati annunciati in occasione della Giornata internazionale della tigre dal Dipartimento dei parchi nazionali e della conservazione della fauna selvatica, la popolazione stimata di tigri nel Paese è salita a 429 esemplari. Il risultato segna un incremento di circa il 20% rispetto al censimento del 2022. I rilievi, condotti su oltre 7.300 chilometri quadrati nelle pianure meridionali del Paese, confermano un trend di crescita costante.
- La popolazione stimata di tigri in Nepal è aumentata da 355 nel 2022 a 429 individui.
- Il censimento è stato svolto tra dicembre e luglio mediante oltre 3.600 fototrapole.
- Almeno 38 persone hanno perso la vita in attacchi di tigri tra il 2019 e il 2023.
Dalla crisi del secolo scorso al traguardo del raddoppio
All’inizio del XX secolo oltre 100.000 tigri popolavano le aree selvatiche del pianeta. Nel corso dei decenni, la deforestazione, la progressiva perdita dell’habitat naturale e il bracconaggio hanno ridotto drasticamente la presenza globale del felino, arrivata a stimarsi in appena 3.200 esemplari nel 2010. Nel 2009 il Nepal registrava soltanto 121 tigri nei propri confini.
Nel 2010 il Paese si è unito ad altre 12 nazioni con l’impegno di raddoppiare la popolazione di tigri entro il 2022. Il Nepal è diventato il primo Stato a raggiungere l’obiettivo, portando gli esemplari a 355 nel 2022 grazie all’adozione di severe misure di salvaguardia e al contrasto del bracconaggio.
I rilievi sul campo e i risultati dell’ultimo censimento
Per la nuova rilevazione nazionale, svolta tra i mesi di dicembre e luglio, i funzionari hanno schierato più di 3.600 fototrapole sensibili al movimento all’interno di cinque aree protette. Un team di esperti ha analizzato migliaia di immagini per identificare i singoli felini attraverso la disposizione unica delle loro strisce.
I dati indicano che la popolazione di tigri è cresciuta a un ritmo medio del 5% all’anno negli ultimi quattro anni.
“L’analisi dei dati mostra che la popolazione di tigri è aumentata del cinque per cento ogni anno e siamo felici di osservare questo trend di crescita”, ha dichiarato Bed Kumar Dhakal, portavoce del Dipartimento dei parchi nazionali e della conservazione della fauna selvatica. L’ecologo del dipartimento Hari Bhadra Acharya ha evidenziato che l’elemento chiave dietro l’aumento degli esemplari risiede nella capacità di mantenere sicuro l’habitat naturale.
Le sfide imminenti per la tutela delle comunità locali
Il successo dei programmi di conservazione ha tuttavia intensificato le problematiche legate alla convivenza tra la popolazione e gli animali selvatici. I dati ufficiali indicano che almeno 38 persone sono rimaste uccise in aggressioni da parte di tigri tra il 2019 e il 2023.
Nel distretto di Bardiya, dove la popolazione di felini è passata dai 18 individui del 2009 agli attuali 112, cresce la richiesta di interventi a tutela dei residenti. Nischal Neupane, referente per la tutela delle vittime nel distretto, ha rimarcato che le comunità locali hanno svolto un ruolo decisivo nell’aumento delle tigri, chiedendo al governo misure adeguate fronte degli attacchi.
L’evoluzione della situazione implica che la gestione della specie dovrà concentrarsi non solo sull’incremento numerico, ma sulla prevenzione dei conflitti sul territorio. Ghana Shyam Gurung, rappresentante di WWF Nepal, ha sottolineato l’importanza di investire in programmi efficaci di coesistenza affinché le comunità umane e la fauna selvatica possano prosperare insieme.





























