Anche i più grandi investitori del mondo possono commettere errori di valutazione sui tempi di uscita dai propri investimenti. Il fondatore e amministratore delegato del colosso del lusso LVMH, Bernard Arnault, ha rivelato durante un’intervista al podcast francese Legend di aver detenuto quasi il 20% delle azioni di Netflix all’inizio della storia della piattaforma. Nel luglio del 1999, la sua holding familiare Groupe Arnault aveva investito 30 milioni di dollari nel servizio, quando l’azienda era focalizzata sul noleggio di DVD per posta. Tuttavia, la quota è stata ceduta gran parte intorno al 2003, rinunciando a guadagni che oggi valrebbero decine di miliardi.
- Groupe Arnault acquistò quasi il 20% di Netflix nel 1999 per 30 milioni di dollari.
- La quota fu venduta in gran parte nel 2003, quando la società valeva circa 500 milioni di dollari.
- Oggi quella medesima partecipazione avrebbe un valore stimato fino a 60 miliardi di dollari.
L’investimento nel noleggio di DVD e la vendita anticipata
Nel 1999, a soli due anni dalla fondazione di Netflix, Groupe Arnault divenne il principale investitore della società americana. All’epoca, l’azienda operava un modello di business basato esclusivamente sulla spedizione fisica di DVD a domicilio. Nel 2003, con una capitalizzazione di mercato salita a circa 500 milioni di dollari, il veicolo finanziario di Arnault decise di liquidare la maggior parte della propria posizione azionaria, realizzando quello che allora appariva come un ottimo rendimento.
Tuttavia, con la successiva transizione verso lo streaming e l’espansione globale, il valore di mercato di Netflix ha raggiunto quota 300 miliardi di dollari, una cifra circa 600 volte superiore a quella registrata al momento della cessione.
Se la famiglia Arnault avesse mantenuto intatta quella partecipazione del 20%, oggi il suo valore sfiorerebbe i 60 miliardi di dollari (pari a circa 55 miliardi di euro).
Il capitale di rischio e la tendenza alle uscite precoci
L’operazione su Netflix non rappresenta un caso unico nella storia finanziaria dell’imprenditore francese, il cui patrimonio attuale è stimato attorno ai 157 miliardi di dollari. Durante la stessa intervista, Arnault ha ricordato di aver posseduto in passato azioni di Apple e di averle vendute troppo presto. Ha inoltre raccontato di aver ottenuto un pacchetto di azioni Google (oggi Alphabet) valutate all’epoca tra 2 e 3 dollari l’una, a seguito della liquidazione di un fondo statunitense dopo la crisi delle dot-com, decidendo anche in quel caso di venderle a profitto prima dei grandi rialzi degli anni successivi.
Nel settore del venture capital e del private equity, la decisione di liquidare una posizione comporta sempre un bilanciamento tra la certezza del profitto immediato e il rischio di perdere una crescita futura. Per le holding d’investimento, incassare i guadagni consente di riallocare liquidità su altre attività strategiche, accettando che il valore delle società cedute possa continuare a salire.
I precedenti illustri nel panorama finanziario internazionale
Il caso di Arnault si inserisce in una dinamica nota nei mercati finanziari, che ha coinvolto diversi fondatori e grandi investitori. Tra gli esempi citati nelle cronache finanziarie figura Ronald G. Wayne, il terzo cofondatore di Apple che nel 1976 cedette il suo 10% per 800 dollari, o l’investitore Peter Thiel, che nel 2004 acquistò il 10% di Facebook per 500.000 dollari per poi rivendere la maggior parte della quota circa un decennio dopo per 400 milioni di dollari, una cifra rilevante ma nettamente inferiore al valore che la quota avrebbe raggiunto in seguito.
Nonostante i potenziali guadagni mancati su titoli come Netflix e Google, la posizione di Arnault resta tra le più solide del panorama economico globale. L’imprenditore ha liquidato la vicenda ricordando come la vendita anticipata sia un rischio calcolato ma inevitabile nella gestione dei portafogli d’investimento sul lungo periodo.
Ritenete sia più saggio incassare un guadagno sicuro o mantenere i titoli azionari nel lungo termine accettando i rischi di mercato? Scrivete la vostra opinione nei commenti.





























