I produttori cinesi di auto elettriche potrebbero fare il loro ingresso nel mercato degli Stati Uniti entro i prossimi cinque o dieci anni. A lanciare l’allarme è stato l’amministratore delegato di Ford, Jim Farley, durante un recente incontro aziendale con i dipendenti. Nonostante i severi dazi commerciali e le forti restrizioni normative attualmente in vigore a Washington, la dirigenza del gruppo automobilistico americano ritiene inevitabile l’arrivo della concorrenza di Pechino sul suolo nazionale, stimando che l’ingresso sia più probabile verso la fine del decennio indicato.
- L’amministratore delegato di Ford prevede l’arrivo dei marchi cinesi negli Stati Uniti entro 5-10 anni.
- Gli USA impongono attualmente dazi del 100% e progressive restrizioni su software e hardware prodotti in Cina.
- Per rispondere alla sfida, Ford sta sviluppando veicoli elettrici economici, tra cui un pick-up da circa 30.000 dollari previsto per il 2027.
Barriere commerciali e pressioni normative a Washington
Attualmente, i veicoli elettrici provenienti dalla Cina affrontano ostacoli normativi e fiscali di grande rilievo per accedere al mercato statunitense. Oltre ai dazi doganali che raggiungono il 100%, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha introdotto regole che vietano gradualmente l’uso di software cinese a partire dal modello dell’anno 2027 e di componenti hardware entro il 2030. Tali provvedimenti hanno già spinto marchi come Polestar a programmare l’uscita dal mercato americano dopo il 2026.
Nonostante il Senato americano spinga per inasprire ulteriormente i blocchi commerciali, i vertici di Ford sono convinti che le protezioni legislative non basteranno a tenere lontani i concorrenti a tempo indeterminato.
Anche il presidente esecutivo dell’azienda, Bill Ford, ha ribadito la necessità di prepararsi allo scontro aperto, sottolineando come l’unica difesa efficace sia competere direttamente con i produttori cinesi sul loro stesso terreno di costi e capacità industriale.
L’espansione globale di Pechino preoccupa i mercati occidentali
La preoccupazione dei dirigenti di Dearborn trova riscontro nei dati di vendita registrati dai marchi cinesi a livello internazionale. In Europa, i costruttori asiatici sono arrivati a coprire circa un decimo delle vendite complessive di auto, mentre sul mercato britannico marchi emergenti come Jaecoo hanno conquistato vertici di vendite in pochissimi mesi dall’esordio.
Spostando lo sguardo sull’emisfero sud, in Australia il modello Shark di BYD è diventato il pick-up più venduto nel Paese. In Nord America, la Cina ha già radicato la propria presenza nel vicino Messico e sfrutta le intese commerciali con il Canada come mercato di prova per saggiare le preferenze dei consumatori nordamericani.
La strategia di Ford per produrre elettriche a basso costo
Per affrontare la futura pressione competitiva, Ford sta accelerando la progettazione di una nuova famiglia di auto elettriche ad alta efficienza e ridotto costo di produzione. Tra i modelli in cantiere figura un pick-up elettrico con un prezzo di partenza fissato a circa 30.000 dollari (pari a circa 28.000 euro), atteso sul mercato per il 2027.
Questa riorganizzazione interna mostra come i grandi gruppi automobilistici tradizionali considerino le barriere tariffarie un semplice rinvio temporaneo, ritenendo fondamentale adeguare la propria struttura produttiva prima che i veicoli cinesi riescano ad accedere regolarmente negli showroom americani.
Ritenete che i dazi protezionistici riusciranno a bloccare i marchi cinesi o l’arrivo sul mercato americano sia solo questione di tempo? Scrivete la vostra opinione nei commenti.





























