Stellantis punta a rilanciare lo stabilimento di Belvidere, nell’Illinois, destinandovi la produzione della futura Jeep Cherokee e, con ogni probabilità, anche del SUV compatto Compass. Il gruppo automobilistico ha incrementato l’investimento complessivo per la riapertura del sito a oltre 800 milioni di dollari (circa 740 milioni di euro), dei quali più di 60 milioni sono già stati impiegati entro il mese di luglio per aggiornare i reparti di stampaggio, carrozzeria e verniciatura. L’operazione rappresenta una svolta strategica per la catena di fornitura in Nord America, riducendo l’esposizione ai dazi d’importazione sulle vetture attualmente assemblate in Messico.
- Stellantis ha elevato l’investimento per Belvidere a oltre 800 milioni di dollari.
- La Jeep Cherokee sarà la prima vettura negli Stati Uniti basata sulla piattaforma STLA One.
- I test di pre-serie inizieranno nel 2028, mentre la produzione per i clienti partirà nella seconda metà del 2029.
I precedenti spostamenti produttivi tra Messico e Canada
La decisione di riaccentrare la produzione nell’Illinois giunge dopo un periodo di riorganizzazioni industriali. La Jeep Compass era stata costruita a Belvidere prima che il gruppo decidesse di trasferirne l’assemblaggio a Toluca, in Messico, nel 2016. La Cherokee aveva invece continuato a uscire dalle linee della fabbrica statunitense fino al 2023, anno in cui Stellantis ha dismesso quella generazione di veicoli e fermato temporaneamente le attività dello stabilimento.
Inizialmente, i piani del gruppo prevedevano di assegnare la nuova generazione della Compass allo stabilimento canadese di Brampton, in Ontario, a seguito di un piano di riconversione. Tuttavia, i lavori nel sito canadese sono stati messi in pausa all’inizio del 2025 e definitivamente abbandonati nel corso dello stesso anno, portando la dirigenza a valutare la chiusura e la vendita dell’impianto in Canada.
Il rilancio del sito di Belvidere e il rientro dei SUV
Per riattivare le linee di Belvidere, Stellantis ha portato gli investimenti previsti da 600 milioni a oltre 800 milioni di dollari. Parte delle risorse è già stata impiegata nei reparti chiave della struttura per predisporre le attrezzature alle nuove esigenze industriali. Attualmente, sia la Cherokee sia la Compass vengono spedite ai concessionari statunitensi dallo stabilimento messicano di Toluca.
Riportare l’assemblaggio sul suolo statunitense consente a Stellantis di ottimizzare la logistica e proteggersi da eventuali incertezze sulle politiche tariffarie commerciali in Nord America.
Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, aveva già accennato lo scorso ottobre alla possibilità di affiancare la produzione della Compass a quella della Cherokee a Belvidere. Nell’industria automobilistica globale, concentrare più modelli sullo stesso sito consente di ammortizzare i costi fissi e rispondere con maggiore flessibilità alle fluttuazioni della domanda di mercato.
La tabella di marcia verso l’architettura STLA One
I prossimi passaggi industriali definiscono una cronologia ben precisa per l’impianto dell’Illinois. La Cherokee tornata sul mercato per l’anno-modello 2026 adotta la piattaforma STLA Large, ma il modello successivo passerà alla nuova architettura globale STLA One tra soli tre anni.
Secondo i piani confermati dal gruppo, Belvidere diventerà il primo stabilimento negli Stati Uniti a produrre veicoli basati sulla STLA One. La produzione pilota prenderà il via nella prima metà del 2028, mentre l’avvio dell’assemblaggio in serie destinato alla vendita è programmato per la seconda metà del 2029. È confermato che la fabbrica realizzerà almeno due modelli su questa piattaforma, elemento che rende la futura Compass il candidato principale ad affiancare la Cherokee nelle linee produttive riaperte.
Cosa ne pensate della scelta di Stellantis di riportare la produzione negli Stati Uniti? Lasciate un commento per condividere la vostra opinione.































