Da Pescara, dove era nato nel 1977, Francesco Pompilio aveva costruito un percorso tra palcoscenico, televisione e cinema, attraversando la commedia dell’arte e produzioni come «Il paradiso delle signore», «Prisma» e «Buen Camino» con Checco Zalone. L’attore è morto a 49 anni: a comunicarlo è stata la Fil5 Agency, che ne seguiva il lavoro, con un messaggio condiviso dall’agente Filippo Celli. Le cause del decesso non sono state rese note. Nel ricordo dell’agenzia, accanto alle interpretazioni, trovano spazio il rigore professionale e la generosità.
- Francesco Pompilio era nato a Pescara nel 1977 ed è morto a 49 anni.
- Aveva recitato in «Il paradiso delle signore», «Prisma», «Ripley» e «Buen Camino».
- La notizia è stata diffusa dalla Fil5 Agency; non sono state comunicate le cause della morte.
Il teatro affiancava il lavoro davanti alla macchina da presa
Attore professionista dal 2008, Pompilio aveva mantenuto un’attività teatrale che comprendeva autori e linguaggi diversi. Aveva interpretato Ross nel «Macbeth» di William Shakespeare e il dottor Puleio in «L’uomo, la bestia e la virtù» di Luigi Pirandello.
Nel suo curriculum figuravano anche «La pupilla» e «La rivalsa delle streghe», con la maschera di Pantalone. È un personaggio della tradizione della commedia dell’arte, un linguaggio teatrale fondato su tipi riconoscibili, espressività fisica e lavoro dell’attore: un ambito distinto dalla recitazione per lo schermo, che nel suo percorso conviveva con le esperienze sui set.
Alla scena affiancava la scrittura di monologhi e commedie. Aveva inoltre lavorato per due anni come conduttore radiofonico.
Dalle serie italiane al pellegrino di «Buen Camino»
Nel 2018 aveva partecipato alla terza stagione di «Il paradiso delle signore». In «Prisma», la serie diretta da Ludovico Bessegato, interpretava lo zio Michele, presente anche nei crediti della seconda stagione. Tra gli altri lavori televisivi figuravano «Ripley», nel ruolo di un cameriere, «Qui non è Hollywood», come fotografo, e «Un’estate fa», come portiere d’albergo.
Al cinema aveva recitato in «Finalmente l’alba» di Saverio Costanzo e in «Buen Camino», la commedia diretta da Gennaro Nunziante con Checco Zalone. Qui era Gianni, un pellegrino incontrato dai protagonisti lungo il cammino di Santiago. Il trekking era anche una sua passione personale: Pompilio aveva completato quel percorso.
Letta nel suo insieme, la sua carriera mette in luce il lavoro degli interpreti che contribuiscono a costruire i racconti attraverso personaggi di contorno, passando tra generi e mezzi espressivi diversi.
L’agenzia e Francesca Manzini ricordano la sua generosità
Nel messaggio di addio, la Fil5 Agency ha descritto la recitazione come «una vocazione vissuta con rigore, passione e un rispetto immenso per il pubblico e per i colleghi». Celli ha ricordato anche un rapporto professionale diventato amicizia, definendo Pompilio «un vero e proprio fratello d’anima artistica».
Un ricordo è arrivato anche da Francesca Manzini, che gli ha dedicato un video sui social: «Un’anima splendida, sempre sorridente nonostante tutte le difficoltà».































