Il ritmo incalzante di aggiornamento delle tecnologie basate su intelligenza artificiale rischia di trasformare l’entusiasmo per l’innovazione in una fonte di profondo stress emotivo e professionale. Shalirrah Wisney, esperta di marketing B2B, autrice e podcaster, ha raccontato come la costante pressione per rimanere al passo con il settore tecnologico l’abbia condotta a una grave forma di esaurimento psicofisico. La sua testimonianza illustra le conseguenze della ricerca dell’efficienza digitale quando questa entra in conflitto con i limiti della salute e della vita privata.
- La passione nata durante una conferenza sull’IA in Francia si è trasformata nel tempo in un sovraccarico informativo e gestionale.
- Nell’estate del 2025, lo stress accumulato ha causato forti stati d’ansia, calo di peso e un peggioramento delle condizioni di salute dell’autrice.
- Il percorso di recupero ha richiesto un intervento medico, la riduzione degli abbonamenti software e il lancio di un podcast dedicato nell’autunno del 2025.
Dall’ispirazione iniziale all’accumulo di strumenti digitali
L’avvicinamento di Wisney al settore è iniziato con la collaborazione all’organizzazione di una conferenza sull’intelligenza artificiale in Francia. In tale occasione, un intervento del fondatore dell’AI Centre of Excellence Africa le mostrò come questa tecnologia potesse rappresentare un’opportunità di sviluppo globale e non soltanto un mezzo aziendale per risolvere problemi operativi. Da quel momento, l’autrice ha avviato uno studio intensivo sul tema, arrivando a disdire l’abbonamento in palestra per sostenere i costi di diversi strumenti basati su modelli linguistici e intervenendo regolarmente nei dibattiti di lavoro.
All’inizio del 2025, forti delle precedenti esperienze nel campo dell’educazione infantile, Wisney ha auto-pubblicato un libro per bambini dedicato all’intelligenza artificiale. Per la stesura ha redatto personalmente i testi, avvalendosi dei generatori di immagini digitali per le illustrazioni al fine di contenere i costi, pur avvertendo già i primi segnali di affaticamento fisico.
Il crollo dell’estate 2025 e le ripercussioni sulla salute
La sovrapposizione tra la carriera aziendale, la stesura del libro, gli impegni familiari e la necessità di aggiornamento continuo ha portato la situazione al limite. Nell’estate del 2025, la pressione è sfociata in un forte picco d’ansia, una perdita di peso imprevista e il riacutizzarsi dei sintomi del morbo di Crohn da cui l’autrice è affetta, condizionando negativamente le relazioni personali e familiari.
I tentativi di mantenere il passo con un settore in rapidissima evoluzione si sono scontrati con le oscillazioni delle strategie aziendali, passate dall’adozione massiccia di strumenti digitali alla revisione dei costi operativi.
A questo quadro si sono aggiunte le complessità del dibattito pubblico sull’IA, segnato da preoccupazioni per la privacy, impatto ambientale dei data center, costi energetici e distorsioni degli algoritmi nel generare contenuti legati a diverse identità etniche o di genere.
Il ridimensionamento tecnologico e la ricerca di un nuovo equilibrio
Per affrontare la fase critica, Wisney si è rivolta al proprio medico, che ha adeguato il trattamento per l’ansia raccomandando la riduzione della caffeina e l’avvio di un percorso terapeutico. Parallelamente, l’autrice ha intrapreso una revisione drastica dell’uso dei software digitali: ha cancellato la quasi totalità degli abbonamenti a pagamento conservando unicamente il servizio Claude, ha ridotto il tempo trascorso sui social media e ha deciso di escludere l’IA dai momenti di gioco e creatività condivisi con i propri figli.
Nell’autunno del 2025 ha avviato il podcast “AI on the Side”, uno spazio ideato per discutere apertamente dell’impatto emotivo e professionale delle nuove tecnologie. L’integrazione di strumenti automatizzati nella routine lavorativa evidenzia come la gestione del sovraccarico cognitivo rappresenterà una sfida cruciale per la sostenibilità dei modelli organizzativi futuri.
Avete mai provato una sensazione di affaticamento di fronte alla continua evoluzione dei software di intelligenza artificiale? Condividete la vostra esperienza nei commenti.































