Le intense ondate di caldo che stanno colpendo l’Europa occidentale stanno provocando un grave bilancio di vittime in diversi Paesi del continente. In Germania, l’Istituto Robert Koch stima che tra l’inizio di aprile e il 19 luglio si siano registrati quasi 10.000 decessi legati alle alte temperature, il dato più alto registrato dal 2016. Contemporaneamente, in Inghilterra, la UK Health Security Agency ha segnalato oltre 2.800 morti in eccesso nei soli mesi di maggio e giugno. Con l’estate ancora in corso, le autorità temono che il 2026 possa stabilire nuovi record di mortalità per il calore.
- In Germania stimati circa 9.800 decessi correlati al caldo tra aprile e metà luglio 2026.
- In Inghilterra registrati 2.877 morti in eccesso nei mesi di maggio e giugno.
- La fascia d’età più colpita in Germania è quella dagli 75 anni in su, con quasi 7.900 vittime.
Il bilancio tedesco e l’impatto sulle fasce fragili
L’Istituto Robert Koch (RKI) ha attribuito circa 9.800 decessi alle alte temperature registrate in Germania tra l’inizio di aprile e il 19 luglio. Il picco precedente del decennio risaliva al 2018, quando si valutarono circa 9.000 vittime in un intero anno. Il servizio climatico europeo Copernicus ha confermato che giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale.
L’ondata di calore della seconda metà di giugno in Germania ha provocato oltre 5.000 vittime, in un periodo in cui le temperature hanno sfiorato i 42 gradi Celsius in alcune aree del Paese.
L’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis) ha evidenziato che nella settimana dal 22 al 28 giugno la mortalità complessiva è stata superiore del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con l’RKI che ha ascritto al caldo almeno 5.100 decessi in quei sette giorni. L’analisi demografica mostra come gli anziani siano la categoria più esposta: circa 7.900 delle vittime avevano 75 anni o più, tra cui 5.420 con un’età pari o superiore a 85 anni. I deceduti con meno di 65 anni sono stati circa 630.
L’allarme nel Regno Unito per le temperature estive
Anche nel Regno Unito il caldo prolungato sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario. La UK Health Security Agency (UKHSA) ha reso noto che le ondate di calore di maggio e giugno hanno causato 2.877 morti in eccesso in Inghilterra. La cifra provvisoria è quasi il doppio rispetto all’intera estate 2025, durante la quale si registrarono 1.504 decessi.
Nel dettaglio, a maggio si sono contati 753 decessi in eccesso, saliti a 2.124 a giugno, mese segnato da un raro allarme rosso per il caldo. Ross Thompson, scienziato dell’UKHSA, ha evidenziato il serio pericolo che le temperature estreme rappresentano per la salute pubblica, mentre il ministro della Salute Yvette Cooper ha osservato che, sebbene il Paese sia abituato agli impatti invernali sulle patologie, l’estate sta provocando conseguenze sempre più gravi.
Secondo le valutazioni preliminari delle autorità sanitarie inglesi, il 2026 potrebbe chiudersi con il bilancio di mortalità legata al caldo più elevato mai registrato nel Paese.
La dinamica dei decessi e le sfide di adattamento
Il calore estremo agisce spesso come una causa indiretta e silenziosa. Raramente un decesso viene attribuito direttamente al colpo di calore sui certificati di morte; più di frequente, le alte temperature aggravano patologie cardiovascolari, respiratorie o renali preesistenti. Per questa ragione, istituti come l’RKI tedesco e l’UKHSA britannica calcolano la mortalità stimando lo scostamento tra i decessi effettivi e quelli attesi nelle giornate in cui le temperature medie superano i 20 gradi Celsius.
Le autorità sanitarie di entrambi i Paesi sottolineano che i dati attuali non includono ancora i rilevamenti del mese di luglio, per cui i totali stagionali sono destinati ad aumentare. Il Climate Change Committee (CCC) britannico aveva già avvertito lo scorso anno che le infrastrutture del Regno Unito non sono adeguatamente preparate ad affrontare il cambiamento climatico, raccomandando interventi specifici per limitare le temperature nei luoghi di lavoro e migliorare il raffrescamento negli edifici pubblici come ospedali e scuole.





























