Un gruppo di astronomi guidato da Hucheng Ding della Anhui Normal University in Cina ha individuato un insolito evento transitorio ottico nel centro di una galassia nana, identificato con la sigla AT2019ijn. La scoperta, dettagliata in uno studio pubblicato il 6 luglio sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, descrive un fenomeno caratterizzato da un rapido incremento di luminosità seguito da un lento decadimento e un’emissione radio eccezionalmente intensa. L’analisi di queste proprietà suggerisce che la comunità scientifica potrebbe trovarsi di fronte a una categoria del tutto nuova di esplosioni cosmiche relativistiche.
- L’evento AT2019ijn è stato individuato nel nucleo di una galassia nana a un redshift di 0,27.
- La luminosità ottica ha raggiunto il picco in 5,26 giorni, mentre l’emissione radio è culminata 641 giorni dopo la prima scoperta.
- I dati indicano la presenza di un getto relativistico fuoriasse generato da un buco nero di massa intermedia o da una magnetar.
L’inizio dell’osservazione e il contesto astronomico
Gli eventi transitori in astronomia sono fenomeni cosmici temporanei che mostrano variazioni repentine di luminosità. Tra questi, i transitori ottici blu a rapida evoluzione (noti con la sigla inglese FBOT) figurano tra i più rari: si caratterizzano solitamente per un rapido picco luminoso raggiunto entro dieci giorni, tonalità bluastre e un decadimento esponenziale nell’arco di un mese.
Il segnale di AT2019ijn è stato identificato per la prima volta il 31 maggio 2019 grazie alla Zwicky Transient Facility (ZTF), una survey astronomica progettata per rilevare oggetti che cambiano rapidamente luminosità. Il fenomeno si è verificato nel nucleo di una galassia nana posta a un redshift di 0,27.
Le anomalie rilevate durante le analisi dell’evento
Le successive analisi multi-lunghezza d’onda condotte dal team di ricerca hanno evidenziato un comportamento anomalo rispetto ai classici FBOT. Nella banda ottica, AT2019ijn è salito velocemente fino a una luminosità di picco di -21,05 magnitudini in soli 5,26 giorni. Tuttavia, il successivo calo si è protratto per oltre un mese, mantenendo una colorazione blu persistente. Questa lenta fase di declino avvicina il fenomeno agli eventi di distruzione marea (TDE) o alle supernovae superluminose (SLSN).
La componente radio ha mostrato un comportamento ancora più eccezionale, con un picco raggiunto 641 giorni dopo la scoperta ottica e un’intensità superiore di oltre un ordine di grandezza rispetto a qualsiasi altro FBOT o supernova superluminosa conosciuta.
Secondo i ricercatori, questo ritardo nelle emissioni radio si spiega con la presenza di un getto relativistico fuoriasse che si è espanso verso la nostra linea di vista nel tempo. L’energia cinetica stimata per il getto è di circa 700 sexdecillioni di erg, una quantità enorme che indica la presenza di un motore centrale attivo. Gli studiosi ritengono che l’ipotesi più probabile sia un evento di distruzione marea causato da un buco nero di massa intermedia, pari a circa 132.000 masse solari, pur non escludendo del tutto la possibilità di una magnetar dotata di getto.
Le prospettive per gli studi futuri sull’universo profondo
La combinazione di un picco ottico rapido, un declino prolungato e un’emissione radio di straordinaria potenza dimostra che AT2019ijn non si adatta perfettamente a nessuna delle categorie finora note.
I risultati indicano che AT2019ijn potrebbe rappresentare una nuova classe di transitori ottici relativistici, aprendo una nuova strada per il loro studio statistico attraverso la combinazione di indagini ottiche e radio nel dominio del tempo.
Ritenete che la scoperta di nuove classi di fenomeni cosmici cambierà la nostra comprensione dei buchi neri? Condividete la vostra opinione nei commenti.





























