Il governo dell’Iran ha ricevuto dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei alcuni poteri per cercare attraverso il dialogo una conclusione della guerra con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato lunedì il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall’agenzia ufficiale Irna, senza chiarire quali prerogative siano state conferite all’esecutivo. L’annuncio si inserisce in un’attività diplomatica che Teheran descrive come già in corso: secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, i contatti indiretti con Washington sono «molto intensi» e puntano a evitare una ripresa delle ostilità, con la mediazione di Qatar e Pakistan.
- Pezeshkian ha annunciato i poteri concessi da Khamenei al governo, senza specificarne il contenuto.
- Araghchi ha indicato Qatar e Pakistan come mediatori molto attivi nei contatti con gli Stati Uniti.
- Secondo il Wall Street Journal, JD Vance ha scritto al responsabile iraniano della sicurezza nazionale Mohsen Rezaei per tentare di riavviare i negoziati.
Il mandato al governo non equivale a un accordo
«Ci sforziamo di risolvere il problema attraverso il dialogo. In questo senso, la Guida suprema ha conferito alcuni poteri al governo», ha dichiarato Pezeshkian. Il presidente non ha illustrato né l’estensione di questi poteri né le condizioni entro cui potranno essere esercitati.
Nel sistema istituzionale iraniano, la Guida suprema è un’autorità distinta dalla presidenza e sovraordinata al governo. Il suo assenso ha dunque un significato politico per l’azione dell’esecutivo, ma i dettagli mancanti impediscono di stabilire quanto spazio negoziale sia stato effettivamente concesso.
L’apertura riguarda la possibilità di trattare: non dimostra che Iran e Stati Uniti abbiano già trovato un’intesa sulle condizioni per fermare il conflitto.
Qatar e Pakistan tengono aperto il canale indiretto
Teheran sostiene che lo scambio di messaggi fra le parti prosegua attraverso mediatori. Intervistato dall’Irna, Araghchi ha richiamato la «sensibilità» e la «gravità» della situazione, descrivendo consultazioni molto intense e sottolineando il ruolo di Qatar e Pakistan.
La mediazione permette alle parti di trasmettere proposte e verificare possibili convergenze senza sedersi direttamente allo stesso tavolo. In questo caso, l’intensità dei contatti riferita dall’Iran non consente, da sola, di misurare la distanza fra le rispettive posizioni.
La lettera di Vance e il colloquio con Putin
Un possibile canale americano era stato descritto mercoledì scorso dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano, il vicepresidente JD Vance ha inviato una lettera a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, nel tentativo di riavviare i negoziati ed evitare nuovi attacchi statunitensi.
Il giornale riferisce che Vance sta valutando se esistano punti comuni sufficienti a convincere il presidente Donald Trump a non ordinare un attacco breve e intenso nelle prossime settimane. Si tratta della ricostruzione del quotidiano, non dell’annuncio di un’intesa.
Su un altro fronte diplomatico, lunedì l’Irna ha riferito di un colloquio tra Rezaei e il presidente russo Vladimir Putin sulla situazione in Medio Oriente, senza fornire dettagli. I contatti si svolgono mentre, secondo quanto riportato da AFP, Stati Uniti e Israele hanno intensificato negli ultimi giorni le minacce di riprendere le ostilità contro l’Iran.































