È morta a 94 anni Erminia Manfredi, modella, costumista e scenografa, vedova di Nino Manfredi. A darne notizia su Facebook è stato il figlio Luca, che ha pubblicato una fotografia della madre accompagnata da un messaggio di addio. Erminia Ferrari era nata a Taormina il 4 novembre 1931. Aveva sposato l’attore nel 1955: dal loro matrimonio, durato fino alla morte di lui nel 2004, erano nati tre figli, Luca, Roberta e Giovanna. Alla vita familiare aveva affiancato un proprio percorso nello spettacolo.
- Luca Manfredi ha annunciato su Facebook la morte della madre Erminia, scomparsa a 94 anni.
- Modella, costumista e scenografa, aveva lavorato a film come Il giocattolo e Cafè Express.
- Erminia e Nino Manfredi si erano sposati nel 1955 e avevano avuto tre figli.
Il lavoro nei costumi racconta il suo percorso nel cinema
Il nome di Erminia Manfredi è legato anche al lavoro dietro la macchina da presa. Tra i film ai quali aveva partecipato come costumista figurano Il giocattolo, Cafè Express, Nudo di donna e Spaghetti House. La sua esperienza professionale comprendeva inoltre la moda e la scenografia.
Costumi e scenografie concorrono alla costruzione visiva di un film: gli abiti aiutano a definire personaggi e ambienti sociali, mentre gli spazi danno forma al mondo in cui si svolge il racconto. È un lavoro distinto da quello degli interpreti, pur contribuendo alla stessa opera.
Ricordare questi incarichi significa dunque restituire a Erminia Manfredi anche un’identità professionale, oltre al legame con il marito.
Il saluto della famiglia e l’impegno dopo il 2004
«Ciao grande “Minia”, moglie, madre e donna straordinaria. Sarai sempre nel nostro cuore», ha scritto Luca nel messaggio che ha reso pubblica la scomparsa. Alla fotografia ha affidato un ricordo familiare, scegliendo il soprannome con cui si rivolgeva alla madre.
Dopo la morte di Nino, nel 2004, Erminia aveva affiancato alla dimensione privata un impegno pubblico a sostegno delle persone colpite da malattie gravemente invalidanti. Anche questo aspetto amplia il senso del suo ricordo: non soltanto il matrimonio e l’esperienza cinematografica, ma un’attività rivolta alle difficoltà degli altri.































