I lettori e gli utenti europei assistono da tempo al rollout progressivo delle funzioni più avanzate di intelligenza artificiale negli Stati Uniti, dove l’integrazione dei dati si muove con tempistiche differenti rispetto ai contesti normativi europei. In questo scenario, OpenAI ha avviato la distribuzione di ChatGPT Health a tutti gli utenti statunitensi maggiorenni sulle piattaforme web e iOS. La funzionalità consente al chatbot di accedere direttamente a cartelle cliniche, referti di laboratorio e dati di tracciamento personale per personalizzare le risposte, integrando l’analisi medica nel flusso ordinario delle conversazioni.
- ChatGPT Health permette agli utenti statunitensi di collegare referti medici, farmaci e app come Apple Health.
- Il servizio sfrutta il modello GPT-5.6 Sol per analizzare dati clinici e riassumere i risultati degli esami.
- OpenAI dichiara che i dati sanitari sono criptati, non usati per l’addestramento e disattivabili in qualsiasi momento.
L’integrazione dei dati clinici nel flusso di chat
La nuova opzione supera i precedenti test avviati a gennaio in una sezione separata del sito. Attraverso una scheda dedicata all’interno dell’applicazione, gli utenti possono connettere il proprio profilo a fornitori di servizi sanitari come Kaiser Permanente e One Medical, oltre ad applicazioni e piattaforme di monitoraggio come Apple Health, Weight Watchers, MyFitnessPal e Function.
Una volta collegati i dati, ChatGPT è in grado di leggere note mediche dopo le visite, risultati degli esami del sangue, terapie farmacologiche in corso e storico familiare. Il sistema può suggerire spunti di conversazione o aiutare a sintetizzare l’esito di un controllo medico. OpenAI ha precisato che lo strumento intende affiancare e supportare le cure professionali, senza mai sostituire il parere del medico o fornire diagnosi ufficiali.
Affermazioni sulle prestazioni e contesti legali
L’aggiornamento sfrutta il recente modello GPT-5.6 Sol, presentato dall’azienda come il più avanzato per l’ambito sanitario. Durante la presentazione della funzionalità, Ashley Alexander, vicepresidente del prodotto salute di OpenAI, ha affermato che i modelli dell’azienda sono ormai capaci di ragionare a livelli superiori rispetto a quelli dei clinici umani. Successivamente, Karan Singhal, responsabile della divisione salute di OpenAI, ha ridimensionato la portata della dichiarazione, specificando che esistono singoli studi accademici, come quelli condotti da Harvard e Stanford, che indicano progressi in quella direzione.
Il lancio globale della funzione negli Stati Uniti arriva mentre OpenAI affronta una causa legale intentata da un pastore in Florida, il quale sostiene che ChatGPT gli avrebbe fornito raccomandazioni mediche pericolose che lo avrebbero indotto a ritardare le cure per un’embolia polmonare.
Tutelare la privacy e la gestione dei dati personali
Sul fronte della riservatezza, un tema particolarmente sensibile per gli utenti europei abituati alle garanzie del GDPR, OpenAI assicura che le informazioni mediche collegate non vengono impiegate per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale né per la profilazione pubblicitaria. I dati beneficiano di un sistema di crittografia sia in transito sia a riposo, con tutele aggiuntive per le informazioni sanitarie.
Gli utenti mantengono il controllo sul flusso delle proprie informazioni: è possibile impostare il chatbot affinché richieda un’autorizzazione esplicita prima di consultare la cartella clinica in una conversazione, ed è sempre consentito scollegare le fonti dati in qualsiasi momento.
Saresti disposto ad affidare le tue cartelle cliniche a un assistente virtuale per comprendere meglio i tuoi esami medici? Condividi la tua opinione nei commenti.





























