Il tribunale intermedio della città di Shenzhen ha condannato all’ergastolo Xu Jiayin, fondatore ed ex presidente del colosso immobiliare cinese Evergrande, al termine del processo per una serie di reati finanziari. La sentenza dispone inoltre la revoca a vita dei diritti politici e la confisca di tutti i beni personali dell’imprenditore. Oltre alla condanna del fondatore, i giudici hanno inflitto sanzioni pecuniarie per circa 15,82 miliardi di yuan (pari a oltre 2,3 miliardi di dollari) a carico del gruppo e della sua principale controllata Hengda Real Estate, comminando contestualmente pene detentive comprese tra i 6 e i 18 anni a cinque alti dirigenti della compagnia.
- Ergastolo e confisca totale dei beni personali per il fondatore di Evergrande, Xu Jiayin.
- Multe per oltre 2,3 miliardi di dollari complessivi al gruppo Evergrande e alla controllata Hengda Real Estate.
- Pene da 6 a 18 anni di reclusione per altri cinque alti dirigenti dell’azienda.
- Ricavi gonfiati per circa 80 miliardi di dollari nel biennio 2019-2020 attraverso la contabilizzazione anticipata dei cantieri.
Un verdetto durissimo giunto dopo anni di frodi sistematiche
La condanna giunge dopo che l’ex magnate aveva ammesso la propria colpevolezza lo scorso aprile per i reati di frode, corruzione aziendale e raccolta illegale di depositi pubblici. Secondo quanto accertato dalle autorità giudiziarie, tra il 2016 e il 2021 la dirigenza di Evergrande ha condotto frodi su larga scala per alterare la percezione della solidità aziendale, gonfiando gli asset e occultando ingenti passività. Solo nel biennio 2019-2020, i bilanci avevano registrato ricavi sovrastimati per circa 80 miliardi di dollari contabilizzando le vendite d’immobili prima del loro effettivo completamento.
I giudici hanno evidenziato come Xu sia ricorso a tangenti per assicurarsi il controllo di istituzioni finanziarie, ottenendo in modo illecito l’accesso a linee di credito e risorse assicurative con cui alimentare il gruppo.
La magistratura ha definito le condotte del vertice aziendale particolarmente gravi, sottolineando l’entità delle perdite causate e i severi danni arrecati all’ordine economico del mercato nazionale.
Il segnale rigido di Pechino sulla gestione dei debiti nel settore
L’esito del processo segna la linea d’azione scelta dalle autorità centrali, determinate a non concedere interventi di salvataggio pubblico ai gruppi privati finiti in sofferenza a causa di strategie speculative. Fondata negli anni ’90 e quotata a Hong Kong nel 2009 fino a raggiungere un valore di mercato superiore ai 50 miliardi di dollari, Evergrande è stata per decenni il simbolo dell’espansione urbanistica cinese.
La parabola dell’azienda ha subito una svolta nel 2020, quando le nuove regole introdotte da Pechino per porre un freno all’indebitamento sregolato del settore immobiliare hanno bloccato i flussi finanziari del gruppo. Nel 2021 Evergrande ha dichiarato il default su passività per circa 300 miliardi di dollari (pari a circa 255 miliardi di euro), avviando una crisi culminata con l’ordine di liquidazione disposto da un tribunale di Hong Kong nel 2024 e con la successiva cancellazione dal listino azionario.
Le sfide aperte per la transizione della seconda economia mondiale
La conclusione del procedimento giudiziario non risolve le fragilità di un comparto che ha rappresentato a lungo uno dei principali propulsori del Prodotto Interno Lordo cinese. La debolezza della domanda, il calo dei prezzi delle abitazioni e la contrazione della fiducia da parte dei compratori continuano a pesare sulle prospettive di crescita del Paese.
I tentativi di riorientare il modello di sviluppo verso i consumi interni devono misurarsi con elementi di debolezza strutturale, quali la stagnazione del reddito disponibile delle famiglie e le dinamiche demografiche di una popolazione in calo. La linea di fermezza adottata dal governo conferma la priorità data al rigore finanziario e al rispetto delle normative, lasciando agli operatori del settore il compito di riorganizzare i propri bilanci in un contesto di mercato trasformato.































