La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa a 26 anni nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. La richiesta, comunicata martedì dall’ufficio guidato dal procuratore Fabio Napoleone, conferma le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti già contestate alla chiusura delle indagini. Per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi. Spetterà ora al giudice dell’udienza preliminare decidere se Sempio debba affrontare il processo.
- La Procura ha chiesto il processo per Andrea Sempio con l’accusa di omicidio aggravato.
- Prima della richiesta, la difesa aveva depositato cinque consulenze per contestare le conclusioni dei pm.
- I legali del 38enne ribadiscono che Sempio è convinto di poter dimostrare la propria innocenza.
- L’udienza preliminare deve ancora essere fissata.
La difesa aveva depositato cinque consulenze
La richiesta di processo arriva dopo la chiusura delle indagini del 28 settembre. Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, avevano risposto alle ultime relazioni dei pubblici ministeri con cinque consulenze, depositate per contestare punto per punto gli elementi dell’accusa.
In una recente intervista a Sky TG24, il 38enne aveva espresso la speranza di non arrivare al dibattimento e di poter chiudere la vicenda già davanti al giudice dell’udienza preliminare. Aveva anche detto di voler discutere rapidamente gli elementi raccolti, senza trascinare il procedimento per altri anni.
Tra i punti contestati dalla difesa c’è l’impronta 33, rinvenuta sulle scale della villetta di via Pascoli. Sempio ne aveva negato l’attribuibilità alla propria persona, sostenendo inoltre che fosse possibile dimostrare che non si trattava di un’impronta insanguinata.
I pm confermano l’accusa e le due aggravanti
Nella nota che annuncia la richiesta di rinvio a giudizio, Napoleone precisa che la Procura ha valutato anche gli ultimi atti depositati dalla difesa. Il capo d’imputazione resta quello formulato alla conclusione delle indagini.
Secondo la ricostruzione accusatoria, Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi alla testa e al volto con un corpo contundente dopo una colluttazione iniziale. L’avrebbe poi trascinata verso l’accesso alla cantina, colpendola ancora quando la giovane avrebbe tentato di reagire. Sempre secondo i pm, l’aggressione sarebbe proseguita dopo che il corpo era stato fatto scivolare lungo le scale, con ulteriori colpi mentre la vittima era ormai incosciente.
La Procura contesta la crudeltà richiamando il numero e la gravità delle ferite, tra cui almeno 12 lesioni al cranio e al volto. L’altra aggravante, quella dei motivi abietti, viene ricondotta dall’accusa all’odio per la vittima dopo il rifiuto di un approccio sessuale.
Il giudice deciderà se aprire il processo
La richiesta della Procura non equivale all’apertura del dibattimento: dovrà essere valutata dal giudice dell’udienza preliminare.
Dopo la fissazione dell’udienza, il magistrato esaminerà il fascicolo e deciderà se disporre il processo oppure pronunciare il non luogo a procedere.
Attraverso i suoi avvocati, Sempio si è detto «pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup» e convinto che sarà dimostrata la sua innocenza.































