«I nostri pensieri vanno alla famiglia e ai cari della persona deceduta in questo momento difficile». Con queste parole Dave Atteberry, responsabile sanitario dello Yakima Health District, ha accompagnato l’annuncio della morte per influenza aviaria di una persona residente nella contea di Yakima, nello Stato di Washington. Il decesso è avvenuto domenica 1 novembre, dopo un ricovero in gravi condizioni e un’esposizione a bovini infetti in un’azienda lattiero-casearia. Le autorità hanno riferito che la persona aveva patologie preesistenti, ribadendo che il rischio per la popolazione generale rimane basso.
- I CDC hanno confermato che la persona deceduta era stata infettata dal virus H5N1.
- Nella contea di Yakima sono state segnalate tre infezioni umane collegate all’esposizione in un’azienda lattiero-casearia.
- Sono 33 le mandrie da latte risultate positive all’H5N1 nella contea.
- Secondo i CDC, negli Stati Uniti non è nota una trasmissione dell’infezione da persona a persona.
Le autorità distinguono il rischio generale da quello lavorativo
«L’influenza aviaria può causare malattie gravi, in particolare in soggetti con patologie preesistenti», ha dichiarato Atteberry. Il distretto sanitario non renderà pubblici nome, genere ed età della persona morta, per tutelarne la riservatezza.
La valutazione delle autorità distingue la popolazione generale da chi lavora a stretto contatto con gli animali. Tra le categorie maggiormente esposte, lo Yakima Health District indica gli operatori del settore lattiero-caseario e le persone che hanno contatti prolungati o ravvicinati con animali infetti oppure con ambienti contaminati dal virus.
Il rischio generale basso non equivale dunque a un rischio uniforme: per chi lavora con bestiame infetto, l’esposizione costituisce un problema sanitario diverso da quello della popolazione nel suo insieme.
Il distretto ha annunciato anche un terzo caso umano confermato nella contea, relativo a un altro residente esposto a bovini infetti in un’azienda locale. «La persona non ha dimostrato sintomi gravi e non è stata ricoverata in ospedale», hanno spiegato le autorità.
I contatti vengono rintracciati, senza evidenze di contagio tra persone
Lo Yakima Health District sta collaborando con il dipartimento sanitario statale per individuare le persone entrate in stretto contatto con i casi e monitorare l’eventuale comparsa di sintomi. Il controllo dei contatti è uno strumento della sorveglianza sanitaria: serve a cercare possibili ulteriori infezioni, ma non dimostra di per sé che sia avvenuta una trasmissione interumana.
I Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia federale statunitense che si occupa di prevenzione e controllo delle malattie, affermano infatti che non è nota una diffusione da persona a persona negli Stati Uniti.
Secondo un portavoce dei CDC, l’analisi genetica del virus della persona deceduta non ha individuato cambiamenti che lo rendano più facilmente trasmissibile o capaci di causare una malattia più grave.
I casi umani si inseriscono nei focolai tra i bovini
Nella contea, la presenza del virus in due mandrie era stata confermata il 10 ottobre. L’ultimo aggiornamento porta a 33 le mandrie da latte positive all’H5N1. Le tre infezioni umane segnalate dalle autorità locali sono state collegate all’esposizione in un’azienda lattiero-casearia.
Su scala nazionale, i CDC hanno registrato oltre 70 infezioni umane dall’inizio del 2024. Prima del decesso di Yakima, altre due morti negli Stati Uniti erano state associate all’aviaria: una in Louisiana, annunciata nel gennaio 2025 e dovuta all’H5N1, e una nello Stato di Washington nel novembre 2025, legata al più raro H5N5.































