L’escalation dei raid a lungo raggio tra Russia e Ucraina ha raggiunto livelli d’intensità inediti, segnati dal lancio di oltre 700 droni ucraini verso il territorio russo e da sanguinosi attacchi missilistici russi in territorio ucraino. L’ondata di bombardamenti notturni ha provocato almeno dieci vittime civili nella regione di Kharkiv e feriti nell’area di Mosca. Contestualmente, la tensione attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è tornata a salire dopo che un raid ha colpito una fermata dell’autobus provocando la morte di uno specialista. L’innalzamento dello scontro riflette il cambio di passo delle dinamiche di guerra mentre le posizioni di terra restano quasi bloccate.
- Il ministero della Difesa russo sostiene di aver intercettato 791 droni ucraini, di cui oltre 180 abbattuti nell’area di Mosca.
- Un missile russo ha colpito un incrocio commerciale nel villaggio ucraino di Pechenihy, causando 10 morti e diversi feriti.
- L’AIEA ha confermato un attacco con droni vicino alla centrale di Zaporizhzhia che ha causato una vittima tra il personale.
- Un drone presunto russo è precipitato ed esploso in Moldavia senza provocare feriti.
L’attacco missilistico a Kharkiv e le risposte ucraine
In Ucraina, il bilancio più grave delle ultime ore si è registrato nel villaggio di Pechenihy, nella regione di Kharkiv, dove un missile russo ha centrato un incrocio commerciale particolarmente frequentato. Secondo quanto riferito dal governatore Oleg Synegubov e dal presidente Volodymyr Zelensky, l’impatto ha devastato un ufficio postale, negozi, un bar e almeno dieci abitazioni private, provocando la morte di 10 persone e il ferimento di altri civili. In risposta al bombardamento, Zelensky ha dichiarato ufficialmente che Kiev risponderà alle azioni russe.
Parallelamente, raid condotti con droni russi hanno interessato anche la regione di Zaporizhzhia, dove si sono registrate due vittime civili, e l’Ucraina centrale. In quest’ultima area, la società energetica DTEK ha riferito di un attacco contro una propria centrale termoelettrica che ha provocato ingenti danni alle apparecchiature, costringendo l’impianto a sospendere temporaneamente le operazioni.
L’ondata di droni sulla regione di Mosca
Sul fronte opposto, le autorità russe hanno segnalato un attacco di droni ucraini tra i più imponenti degli ultimi due anni. Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver respinto complessivamente 791 velivoli senza pilota diretti verso 15 regioni russe, la Crimea occupata e i mari adiacenti. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha affermato che circa 620 droni hanno puntato verso l’area della capitale, con oltre 180 velivoli abbattuti dai sistemi di difesa aerea della regione.
I detriti dei droni intercettati hanno causato incendi e danni a diverse strutture, tra cui il danneggiamento di un magazzino della società di e-commerce Wildberries a Kolomna e il ferimento di una bambina di dieci anni nel distretto di Ramenskoye.
Reagendo all’ondata di attacchi, l’ambasciata russa a Londra ha accusato il Regno Unito di complicità, sostenendo che nell’operazione siano stati impiegati velivoli forniti dalle autorità britanniche.
Tensione alla centrale di Zaporizhzhia e sconfinamenti in Moldavia
L’attenzione internazionale rimane alta sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e nucleari. Presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalle forze russe, un drone ha colpito una fermata dell’autobus utilizzata dal personale nella città di Energodar, provocando la morte di uno specialista nucleare e il ferimento di 17 dipendenti. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha confermato che l’evento non ha compromesso la sicurezza dei reattori, ribadendo tuttavia l’appello a cessare immediatamente qualsiasi azione militare che metta a rischio l’impianto.
Questo incremento dei bombardamenti a lungo raggio evidenzia la tendenza di entrambe le parti a colpire le retrovie e le infrastrutture strategiche, aumentando il rischio di incidenti e ricadute sui Paesi confinanti.
Un episodio di sconfinamento è stato confermato anche dalle autorità della Moldavia, dove un drone non identificato, ritenuto di provenienza russa, è penetrato nello spazio aereo nazionale prima di precipitare ed esplodere in un campo. L’incendio scaturito dall’esplosione è stato domato senza causare feriti, ma la presidente moldava Maia Sandu ha condannato l’intrusione evidenziando i pericoli derivanti dal prolungarsi del conflitto ai confini del Paese.































