La presidenza degli Stati Uniti, sotto la guida di Donald Trump, rappresenta l’attore centrale nei complessi equilibri e nei tentativi di mediazione nel Medio Oriente contemporaneo. Nelle ultime ore, il capo della Casa Bianca ha minacciato di intensificare le azioni militari contro l’Iran fino alla riapertura dello Stretto di Hormuz. L’annuncio giunge in un momento di forte tensione regionale: mentre il Kuwait segnala nuovi attacchi con droni iraniani e le petroliere affrontano rischi crescenti nelle rotte marittime, Israele ha sferrato pesanti raid aerei sulla Striscia di Gaza, provocando vittime poco dopo che Hamas ha accettato la bozza per il disarmo.
- Donald Trump preannuncia un inasprimento dell’azione militare statunitense contro l’Iran.
- Attacchi con droni in Kuwait e raid sulle petroliere minacciano il traffico navale nello Stretto di Hormuz.
- L’esercito israeliano colpisce Gaza, provocando vittime all’indomani dell’adesione di Hamas al piano di disarmo.
Le tensioni tra Washington e Teheran minacciano le rotte marittime
Durante un incontro con il gabinetto presidenziale presso la residenza di Camp David, Trump ha affermato che le operazioni militari statunitensi proseguiranno e che l’Iran verrà colpito durevolmente. Successivamente, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che Teheran ha violato il memorandum d’intesa firmato il mese scorso, attaccando navi commerciali e causando la morte di soldati americani. A seguito dell’escalation, il Dipartimento di Stato USA ha emesso un allerta di sicurezza per i cittadini americani presenti in 10 Paesi dell’area, tra cui Kuwait, Arabia Saudita, Israele e Qatar, mettendo in guardia da possibili interruzioni dei voli e chiusure dello spazio aereo.
Sul campo, il portavoce del ministero della Difesa del Kuwait, il generale di brigata Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha confermato che le forze armate hanno risposto ad attacchi condotti con droni iraniani verso strutture vitali nel nord del Paese, senza tuttavia registrare vittime. Parallelamente, la Marina britannica e la UKMTO hanno segnalato due incidenti nello Stretto di Hormuz: una petroliera è stata danneggiata da un proiettile a 11 miglia nautiche a nord-est di Lima, in Oman, mentre un’esplosione si è verificata vicino a un secondo mercantile al largo di Khasab.
Questa instabilità lungo le vie d’acqua mediorientali evidenzia l’estrema vulnerabilità dei corridoi marittimi per la navigazione commerciale. Lo Stretto di Hormuz costituisce uno snodo nevralgico per il commercio energetico globale; per i mercati e la sicurezza dei trasporti, un prolungamento delle ostilità implica inevitabili pressioni sulle catene di fornitura.
I raid su Gaza proseguono dopo l’apertura sul disarmo
Sul fronte palestinese, le forze israeliane hanno condotto pesanti attacchi aerei a Gaza centrale e settentrionale, distruggendo cinque depositi gestiti da Hamas. Secondo le autorità sanitarie locali, gli attacchi hanno provocato diverse vittime e feriti. Le incursioni sono state effettuate a seguito di ordini di evacuazione emessi dall’esercito di Tel Aviv.
L’intensificazione dei bombardamenti israeliani a Gaza giunge all’indomani della conferma da parte di Hamas della volontà di disarmare, nell’ambito della bozza di piano promossa dalla presidenza statunitense.
L’intesa delineata prevede il disarmo progressivo di Hamas, il passaggio del potere a un’amministrazione palestinese indipendente e il ritiro delle truppe israeliane. Mentre l’Egitto ha accolto con favore la risposta delle fazioni palestinesi al piano di pace, l’esponente della destra israeliana Itamar Ben-Gvir ha definito l’accordo inaccettabile, invocando la prosecuzione delle operazioni militari.
Instabilità diffusa nel Mar Rosso e in Libano
Il conflitto continua a ripercuotersi anche sulle regioni limitrofe. Nel Mar Rosso, i ribelli Houthi, guidati dal portavoce militare Yahya Saree, hanno imposto un blocco che ha costretto otto navi saudite a deviare verso il Capo di Buona Speranza per evitare lo stretto di Bab el-Mandeb.
In Libano meridionale, l’esercito israeliano ha fatto esplodere un sistema di tunnel sotterranei situato nei pressi del castello crociato di Beaufort. L’operazione ha suscitato la protesta del presidente libanese Joseph Aoun in vista dei colloqui diplomatici previsti a Roma per concordare il ritiro israeliano e il disarmo di Hezbollah. Nelle stesse ore, un ufficiale israeliano è rimasto ferito nel sud del Libano, portando il bilancio a 38 soldati israeliani uccisi nell’area dall’inizio dell’attuale fase di ostilità.





























