Le donne che raggiungono la menopausa prima dei 40 anni affrontano un rischio significativamente più alto di sviluppare l’ipertensione arteriosa rispetto a coloro che ci arrivano dopo i 45 anni. È quanto emerge da un ampio studio condotto su oltre 107.000 donne e pubblicato sulla rivista scientifica Menopause. La ricerca, basata sui dati della UK Biobank, ha seguito le partecipanti per un periodo mediano di quasi 15 anni, rilevando come il picco del rischio si concentri in particolare nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 35 anni.
- Analizzati i dati di 107.836 donne nel Regno Unito con un monitoraggio durato fino al 2023.
- Il rischio di ipertensione sale al 22,6% per chi va in menopausa prima dei 40 anni, rispetto al 16,6% della menopausa dopo i 45 anni.
- Dopo l’aggiustamento per oltre 50 variabili, la menopausa precoce mostra un aumento del rischio del 12,3%.
Nel corso del periodo di osservazione, conclusosi alla fine del 2023, un totale di 18.508 donne (pari al 17,2% del campione) ha ricevuto una diagnosi di pressione alta. La percentuale di incidenza è cresciuta in modo progressivo con il diminuire dell’età di insorgenza della menopausa: si attesta al 16,6% tra chi ha raggiunto la menopausa oltre i 45 anni, sale al 18,8% nella fascia tra 40 e 45 anni e tocca il 22,6% per le donne entrate in menopausa prima dei 40 anni.
Anche tenendo conto di oltre 50 variabili di controllo — tra cui il peso corporeo, lo stile di vita, la familiarità e i parametri ematici — le donne con menopausa precoce presentano un rischio di ipertensione superiore del 12,3% rispetto a chi raggiunge la menopausa in età convenzionale.
Un rischio concentrato tra i 25 e i 35 anni
I cambiamenti ormonali legati alla transizione menopausale sono da tempo associati a variazioni nel profilo di rischio cardiovascolare, con precedenti studi che avevano già evidenziato legami con patologie coronariche e ictus. Tuttavia, l’associazione diretta con l’ipertensione era finora risultata controversa. L’analisi continua condotta dai ricercatori ha mostrato che la concentrazione del rischio non si colloca semplicemente al limite tradizionale dei 40 anni, ma raggiunge il punto massimo tra i 25 e i 35 anni.
Lo studio ha preso in esame anche la distinzione tra menopausa naturale e chirurgica. Sebbene la menopausa chirurgica mostrasse inizialmente tassi di ipertensione più elevati, tale associazione non è rimasta statisticamente significativa una volta presi in considerazione gli altri fattori di rischio individuali.
Prevenzione e screening cardiovascolare tempestivo
I risultati suggeriscono ai clinici l’importanza di considerare l’età della menopausa come un fattore di rischio cardiovascolare a sé stante. L’ipertensione rappresenta una condizione clinica di primario rilievo nella salute femminile, con impatti noti anche in altre fasi della vita, come la gravidanza, dove la pressione alta è correlata a complicazioni severe tra cui cardiopatie materne e nascite di bambini morti.
Gli autori raccomandano uno screening tempestivo della pressione arteriosa e una gestione personalizzata per ridurre le complicanze cardiovascolari a lungo termine nelle donne colpite da menopausa precoce.
La dottoressa Stephanie Faubion, direttrice medica della Menopause Society, ha sottolineato la necessità di controlli regolari dei fattori di rischio cardiovascolare e ha ricordato che l’uso della terapia ormonale è abitualmente raccomandato nelle donne con menopausa precoce almeno fino all’età naturale della menopausa, in assenza di controindicazioni specifiche.
Qual è la vostra esperienza con i controlli della pressione arteriosa e la prevenzione cardiovascolare? Condividete le vostre riflessioni nei commenti.





























