L’amministrazione guidata da Donald Trump ha ammesso in un documento depositato in tribunale di aver cancellato oltre 7,5 miliardi di dollari di finanziamenti destinati a progetti di energia pulita esclusivamente sulla base dell’orientamento politico degli Stati beneficiari. I legali del governo federale hanno confermato che la revoca dei contributi ha colpito quasi esclusivamente i 16 Stati americani che hanno votato per la candidata democratica Kamala Harris alle elezioni presidenziali del 2024. La dichiarazione smentisce direttamente le precedenti rassicurazioni del Dipartimento dell’Energia, che aveva motivato i tagli con presunte ragioni di efficienza economica e riduzione degli sprechi.
- I legali del governo Usa hanno ammesso che la cancellazione di circa 7,6 miliardi di dollari in fondi green ha seguito criteri puramente politici.
- Quasi la totalità dei 284 finanziamenti revocati riguardava progetti localizzati in 16 Stati a maggioranza democratica.
- I tagli hanno colpito interventi sulla rete elettrica, batterie, idrogeno e cattura del carbonio.
I dettagli dell’ammissione legale nei tribunali americani
Documenti giudiziari emersi nell’ambito della causa Thakur v. Trump e di altri contenziosi legali mostrano come l’Office of Management and Budget (OMB), diretto da Russell Vought, e il Dipartimento dell’Energia guidato da Chris Wright abbiano selezionato i progetti da definanziare.
Su una lista di circa 600 interventi approvati sotto la precedente amministrazione Biden, il governo ha revocato 284 sovvenzioni. Con un’unica eccezione, tutti i progetti annullati si trovavano in Stati che avevano assegnato i propri grandi elettori a Kamala Harris.
I legali del Dipartimento dell’Energia hanno confermato agli atti che la decisione di cancellare i fondi è stata presa esclusivamente sulla base dell’appartenenza politica dello Stato beneficiario, senza alcuna valutazione tecnica o di rendimento economico.
Le infrastrutture colpite e le reazioni dell’opposizione
I finanziamenti revocati erano destinati all’ammodernamento delle reti elettriche in Stati come California e Oregon, allo sviluppo di impianti di batterie, alle tecnologie per l’idrogeno, alla cattura della CO2 e al blocco delle perdite di metano nei pozzi petroliferi.
Le rivelazioni hanno provocato la dura reazione dei rappresentanti Democratici al Congresso. La deputata Marcy Kaptur e la senatrice Patty Murray hanno accusato l’amministrazione di aver strumentalizzato le istituzioni federali per penalizzare i cittadini in base al voto espresso. Critiche sono giunte anche da organizzazioni ambientaliste come il Sierra Club.
Le ammissioni depositate in aula contraddicono apertamente le testimonianze rese al Congresso dal Segretario all’Energia Chris Wright, il quale aveva assicurato che le scelte non erano state dettate da motivi di parte.
Come funziona la distribuzione dei fondi federali negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, l’assegnazione dei fondi federali per le infrastrutture energetiche avviene solitamente attraverso bandi gestiti da agenzie tecniche, basati su parametri di fattibilità e impatto economico. Programmi come l’Inflation Reduction Act avevano stanziato risorse destinate a progetti in tutto il Paese, indipendentemente dal colore politico delle singole giurisdizioni.
Cosa ne pensate dell’uso di criteri politici nell’assegnazione dei fondi pubblici per le infrastrutture energetiche? Condividete la vostra opinione nei commenti.





























